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Fiscalità · Imprese e professionisti

Concordato preventivo biennale 2026-2027: quando conviene aderire e cosa cambia

Scadenza del 2 novembre, nuovi limiti alle proposte ISA, benefici per chi rinnova e imposta sostitutiva: le verifiche da fare prima di accettare il reddito concordato.

A cura di Francesco Cavallo · Dottore Commercialista e Revisore Legale

20 ottobre 2026

Tempo di lettura: 8 min

Il 2 novembre 2026 è la scadenza per l’adesione al concordato preventivo biennale (CPB) 2026-2027 dei contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 6 ottobre ha riordinato le regole, aggiornate anche dal D.Lgs. n. 148/2026. La domanda decisiva per imprese e professionisti non è soltanto se possano aderire, ma se il reddito proposto sia realmente conveniente rispetto a quello che prevedono di conseguire.

Il concordato offre prevedibilità fiscale, non un risparmio garantito: occorre confrontare la proposta con ricavi, margini e costi attesi nel 2026 e nel 2027.

A chi si rivolge e che cosa si concorda

Possono valutare l’adesione i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo ai quali si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per il 2025: tra gli altri, SRL, società di persone, imprenditori individuali e professionisti. I contribuenti in regime forfetario non rientrano nel CPB 2026-2027.

Con l’accettazione sono fissati anticipatamente il reddito d’impresa o professionale e, se dovuto, il valore della produzione netta IRAP per i due periodi d’imposta. In linea generale il reddito effettivo, superiore o inferiore, non modifica la base concordata, fatte salve le rettifiche e le eccezioni di legge. L’IVA segue le regole ordinarie.

Le novità del 2026: proposte graduate in base agli ISA

La proposta di reddito, rispetto al reddito 2025 rettificato, è soggetta a incrementi massimi differenziati: 10% con ISA pari a 10; 15% con ISA da 9 a meno di 10; 25% da 8 a meno di 9; 30% da 6 a meno di 8; 35% con ISA inferiore a 6. Limiti analoghi riguardano il valore della produzione netta IRAP.

I tetti non operano quando la proposta così limitata risulterebbe inferiore ai valori di riferimento settoriali previsti dalla metodologia ufficiale. La proposta per il 2026 incorpora inoltre un meccanismo di gradualità. Sono quindi limiti da interpretare nell’ambito del calcolo individuale, non una promessa di incrementi sempre contenuti.

Requisiti, errori e cause di decadenza: che cosa cambia

La verifica preliminare riguarda applicabilità degli ISA, dichiarazioni pregresse, debiti tributari e contributivi, cause di esclusione e particolari situazioni societarie. L’adesione effettuata senza i requisiti prescritti o in presenza di una causa di esclusione è priva di effetti fin dall’origine.

Per specifici errori od omissioni nei dati utilizzati ai fini della proposta, la decadenza non è automatica: occorre un accertamento da cui risulti che il reddito o il valore della produzione corretti superino di almeno il 30% quelli concordati. Alcune irregolarità possono essere corrette con dichiarazione integrativa e ravvedimento, con rideterminazione dei valori; restano esclusioni e condizioni precise.

Per determinati rinnovi sono previste anche eccezioni relative all’ingresso di nuovi soci o associati: una circostanza da verificare soprattutto nelle riorganizzazioni societarie e professionali.

Agevolazioni rafforzate per chi rinnova

Chi ha aderito al CPB 2024-2025 e rinnova per il biennio 2026-2027 può beneficiare, nel rispetto delle condizioni normative, di ulteriori misure premiali. Queste non vanno confuse con i benefici ordinari riservati a tutti gli aderenti.

  • Esonero dal visto di conformità per compensazioni fino a 100.000 euro annui di crediti IVA.
  • Esonero dal visto per compensazioni fino a 70.000 euro annui di crediti per imposte dirette e IRAP.
  • Semplificazioni per i rimborsi IVA fino a 100.000 euro annui e riduzione di due anni di specifici termini di accertamento.
  • Possibilità di rateizzare senza interessi saldo e acconti relativi ai periodi concordati, nei termini di legge.
  • In caso di rinnovo, disapplicazione delle maggiorazioni speciali degli acconti con metodo storico, alle condizioni previste.

Imposta sostitutiva e ravvedimento speciale

Sul maggior reddito concordato rispetto a quello 2025 rettificato è possibile optare per un’imposta sostitutiva: 10% con ISA almeno pari a 8, 12% con ISA da 6 a meno di 8, 15% con ISA inferiore a 6. Le aliquote ridotte operano sulla quota entro 85.000 euro; per la parte eccedente si applicano le aliquote specifiche del 43% per soggetti IRPEF e del 24% per soggetti IRES.

Per i contribuenti che hanno aderito nel 2024-2025 e rinnovano nel 2026-2027, la disciplina contempla inoltre un ravvedimento speciale delle annualità 2020-2023, ove ricorrano i requisiti. Il pagamento è previsto tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, anche mediante rate nei limiti consentiti. Questa opportunità richiede una valutazione separata della posizione fiscale.

Quando aderire può convenire: due scenari

Si ipotizzi una SRL con un reddito concordato 2027 di 100.000 euro. Nel primo scenario l’attività realizza un reddito effettivo di 140.000 euro: in linea generale, il reddito di riferimento ai fini del CPB resta 100.000 euro, con un potenziale vantaggio rispetto alla tassazione ordinaria.

Nel secondo scenario il reddito effettivo è di 70.000 euro: in assenza di specifiche cause di cessazione, la tassazione continua a considerare la base concordata di 100.000 euro, con possibile svantaggio. Sono esempi illustrativi che non incorporano imposta sostitutiva, IRAP, contribuzione, variazioni specifiche o eventi eccezionali.

I rischi da considerare prima della scelta

Una previsione prudente deve tenere conto della concentrazione dei clienti, della volatilità dei ricavi, di nuove assunzioni, investimenti, costi straordinari e possibili operazioni societarie. La riduzione dei margini non interrompe di per sé gli effetti del concordato.

Le cause di cessazione e decadenza sono disciplinate specificamente e non coincidono: eventi eccezionali di legge possono comportare la cessazione quando la contrazione reddituale supera la soglia prevista; violazioni rilevanti possono invece determinare la perdita degli effetti del regime.

Checklist operativa: che cosa verificare entro il 2 novembre

Prima di formalizzare la scelta, è consigliabile sviluppare tre simulazioni: scenario prudenziale, scenario centrale e scenario di crescita. Il confronto deve considerare non solo le imposte sui redditi, ma anche i flussi di cassa connessi ad acconti e saldi.

  • Requisiti ISA, dichiarazioni e debiti tributari o contributivi.
  • Dati corretti della proposta e reddito 2025 rettificato.
  • Andamento contabile del 2026 e previsione di ricavi e margini per il 2027.
  • Tassazione ordinaria, imposta sostitutiva, IRAP e contributi.
  • Investimenti, assunzioni e possibili operazioni straordinarie.
  • Benefici premiali concretamente spettanti, soprattutto in caso di rinnovo.
  • Sostenibilità finanziaria, rischi di cessazione e decadenza.

Adesione e revoca: modalità e scadenza

Per i contribuenti con anno solare, l’adesione deve essere trasmessa entro lunedì 2 novembre 2026: insieme alla dichiarazione REDDITI 2026 oppure in via autonoma, con il modello CPB e il solo frontespizio della dichiarazione secondo le istruzioni. L’invio autonomo non sostituisce l’obbligo di presentare REDDITI. Entro lo stesso termine è possibile revocare un’adesione già comunicata.

Per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare si applicano scadenze specifiche. La verifica finale delle istruzioni dell’Agenzia è indispensabile prima dell’invio.

FAQ

Il concordato è obbligatorio?

No. È un’opzione facoltativa, da valutare sul singolo contribuente.

Una SRL può aderire?

Sì, quando si applicano gli ISA e sono rispettati tutti i requisiti e le condizioni di legge.

Se guadagno più del reddito concordato, aumento le imposte?

In linea generale la differenza positiva non modifica il reddito concordato, salvo le rettifiche e le eccezioni normative.

Se guadagno meno, pago comunque sul reddito concordato?

In linea generale sì, salvo le specifiche ipotesi di cessazione o altre disposizioni applicabili.

L’IVA rientra nel concordato?

No. L’IVA segue le regole ordinarie.

Posso revocare l’adesione già inviata?

Sì, entro il termine previsto per l’adesione, con le modalità indicate dall’Agenzia.

Fonti ufficiali e approfondimenti

La decisione richiede un confronto dei numeri

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Contenuto informativo verificato al 20 ottobre 2026. Non sostituisce l’analisi individuale né la verifica delle istruzioni applicabili.

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