Terzo Settore · Fiscalità · 2026
ETS e fiscalità 2026:
cosa cambia per gli enti del Terzo Settore
Il 2026 rappresenta un passaggio importante per il Terzo Settore. La piena operatività della riforma fiscale richiede agli enti una verifica più attenta della natura delle attività svolte, della contabilità e degli adempimenti tributari.
Per gli Enti del Terzo Settore la corretta qualificazione fiscale delle attività assume un ruolo centrale. Non è sufficiente essere iscritti al RUNTS: occorre verificare concretamente come vengono svolte le attività di interesse generale, quali entrate vengono percepite e quale organizzazione viene utilizzata.
La distinzione tra attività non commerciali e commerciali
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la qualificazione delle attività svolte dall'ente. La natura fiscale dell'ETS dipende infatti anche dalle modalità concrete con cui vengono esercitate le attività di interesse generale e dal rapporto tra costi sostenuti e corrispettivi percepiti.
La presenza di quote associative, contributi, liberalità, corrispettivi, sponsorizzazioni o altre entrate richiede quindi una corretta classificazione contabile e fiscale.
La qualifica di ETS non rende automaticamente non commerciale ogni attività svolta dall'ente. È necessario analizzare la natura delle singole operazioni e il modello economico complessivo.
Il tema IRAP
Anche l'IRAP deve essere valutata in funzione della natura dell'ente e delle attività esercitate. Gli enti non commerciali possono essere interessati dall'imposta secondo regole che richiedono particolare attenzione alla struttura organizzativa, al personale impiegato e all'eventuale esercizio di attività commerciali.
Ne deriva l'esigenza di coordinare correttamente contabilità, costo del personale e qualificazione delle attività, evitando di considerare l'IRAP come un adempimento isolato rispetto alla gestione complessiva dell'ente.
Contabilità separata e organizzazione amministrativa
Quando l'ente svolge attività con differente qualificazione fiscale diventa particolarmente importante disporre di una contabilità capace di distinguere correttamente entrate, costi e operazioni.
Una corretta organizzazione amministrativa permette non soltanto di rispettare gli obblighi fiscali, ma anche di documentare con maggiore chiarezza la natura delle attività svolte in caso di verifica.
Bilancio e rendicontazione: le novità 2026
Nel 2026 sono intervenute anche novità in materia di rendicontazione. Per gli ETS di minori dimensioni sono state introdotte semplificazioni che, al ricorrere dei requisiti, consentono l'utilizzo di forme di rendiconto per cassa semplificate.
La scelta del modello di bilancio deve comunque essere effettuata verificando dimensioni dell'ente, caratteristiche dell'esercizio e requisiti previsti dalla disciplina applicabile.
Il passaggio delle ONLUS
Il 2026 segna inoltre un passaggio particolarmente significativo per le ONLUS. Con la soppressione dell'Anagrafe unica delle ONLUS, gli enti interessati a proseguire la propria attività nell'ambito del Terzo Settore devono valutare attentamente il nuovo inquadramento e gli adempimenti conseguenti.
Cosa dovrebbe verificare oggi un ETS
corretta iscrizione e aggiornamento dei dati nel RUNTS
qualificazione fiscale delle attività svolte
distinzione tra attività istituzionali e attività commerciali
corretta organizzazione della contabilità
applicazione dell’IVA alle operazioni rilevanti
determinazione dell’IRAP quando dovuta
corretta gestione di dipendenti, collaboratori e volontari
modello di bilancio o rendiconto applicabile
adempimenti relativi al cinque per mille
Il punto
Il 2026 richiede
un cambio di approccio.
Per molti enti non sarà sufficiente aggiornare gli adempimenti: sarà necessario verificare che organizzazione, contabilità e fiscalità siano coerenti con il nuovo quadro del Terzo Settore.
Un'analisi preventiva permette di individuare eventuali criticità prima che emergano in sede di dichiarazione, rendicontazione o controllo.
FAQ
Domande frequenti
Un ETS è automaticamente un ente non commerciale?
No. La qualificazione fiscale deve essere verificata sulla base delle attività concretamente svolte e delle modalità con cui vengono finanziate e organizzate.
Tutti gli ETS devono pagare l'IRAP?
No. L'applicazione e la determinazione dell'IRAP dipendono dalla natura dell'ente, dalla sua organizzazione e dalle attività esercitate.
L'iscrizione al RUNTS è sufficiente?
L'iscrizione è fondamentale, ma deve essere accompagnata da una gestione amministrativa, contabile e fiscale coerente con le caratteristiche dell'ente.
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